Fabio Dott. Bonini Andrologo - Specialista In Urologia

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Omocisteina e Andrologia

Omocisteina: che cos’è?
L'omocisteina è un aminoacido attualmente è sotto i riflettori della ricerca medica perché a un suo eccesso nell’organismo sembrano correlabili molte patologie: sarebbe un fattore di rischio indipendente poiché "da sola è in grado di aumentare l'incidenza di malattie cardiovascolari indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti". In realtà può essere indipendente solo per individui in cui l'innalzamento è genetico, ma per molti soggetti dipende da altri fattori di rischio come il fumo o la cattiva alimentazione.

L’omocisteina è un aminoacido sintetizzato nel nostro organismo per metabolizzazione della metionina che invece introduciamo con alimenti proteici quali derivati del latte, legumi, carni ed uova.
La metabolizzazione della metionina avviene nei reni con reazioni biochimiche complesse nelle quali giocano un ruolo fondamentale le vitamine del gruppo B: B9 (ac folico), B12 (cianocobalamina), B6 (piridossina), B2 (riboflavina).
In condizioni fisiologiche l’omocisteina prodotta viene trasformata nuovamente in metionina con la conseguente produzione di due nuove sostanze:

  • SAMe: con funzione antidepressiva, antiartritica, epatoprotettiva
  • Il GLUTATIONE con azione antiossidante e disintossicante

Quando le vie metaboliche raggiungono la saturazione, l'omocisteina intracellulare entra in circolo e si ha un innalzamento dei livelli plasmatici di questo aminoacido; a questo punto l'omocisteina può legarsi alle proteine plasmatiche oppure essere eliminata per via renale. Un funzionamento corretto degli enzimi coinvolti nelle vie metaboliche dell'omocisteina è fondamentale affinché i livelli plasmatici di questo aminoacido restino nella norma.
Si parla di omocisteina alta ovvero di iperomocisteinemia quando i valori sono:
superiori a 13 micromoli / litro per gli uomini
superiori a 10,1 micromoli / litro per le donne
Il dosaggio dell’omocisteina può essere eseguito in condizioni basali ( a digiuno)o dopo prova da stimolo con metionina (viene somministrata metionina per bocca in quantità proporzionale al peso del soggetto). Quest’ultimo test permette di evidenziare sino al 20-30% di soggetti portatori di un metabolismo alterato risultati nei limiti della norma nel dosaggio di base.

 

Conseguenze cliniche
Alcuni studi riportano che l'iperomocisteinemia rappresenta un notevole fattore di rischio nello sviluppo della malattia di Alzheimer; inoltre si è osservato un elevato livello ematico di omocisteina nelle donne colpite da preeclampsia, distacco placentare e aborto spontaneo. Livelli ematici di omocisteina superiori alla norma sono stati osservati inoltre nelle donne che hanno partorito bambini sottopeso o con difetti del tubo neurale. Infine, l'iperomocisteinemia viene considerata un forte fattore di rischio per fratture dovute a osteoporosi.
L’iperomocisteinemia è attualmente considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (aterosclerosi coronarica ed infarto miocardico), cerebrovascolari (ictus cerebrale) e vascolari periferiche (trombosi arteriose e venose). Si stima che le persone con iperomocisteinemia abbiano un rischio circa doppio di sviluppare una malattia cardiovascolare rispetto a chi ha dei valori normali.
Elevati livelli ematici di omocisteina si riscontrano inoltre in alcune malattie (ipotiroidismo, psoriasi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide) e durante trattamenti con alcuni farmaci (metotrexate, carbamazepina, fenitoina ed isoniazide).


Cause di omocisteina alta
Valori elevati di omocisteina derivano da una alterazione del suo metabolismo. Assunzione di stili di vita errati in ambito alimentare , ma non solo, e patologie genetiche possono essere alla base di questo aumento

1) Stile di vita scorretto:

  • Fumo
  • Abuso sostanze alcoliche
  • Inquinamento polveri sottili
  • Dieta scorretta (scarso consumo frutta e verdure crude)
  • Iatrogeno: da farmaci (tra i quali quelli che riducono il colesterolo, alcuni anticonvulsionanti)

2) Cause patologiche

  • Omocistinuria: rara malattia metabolica diagnosticata alla nascita
  • Mutazioni genetiche del gene C677T che causano deficit dell’enzima MTHFR
  • Psoriasi, lupus eritematosus, ipotiroidismi, artrite reumatoide, insufficienza renale

 

Omocisteina e andrologia: quale legame?
Il legame è importante ed evidente in quanto l’iperomocisteinemia è correlato ad un danno vascolare che a sua volta può essere alla base di un disturbo dell’erezione. Il deficit erettile non deve essere considerata coma una “malattia” a se stante in quanto può essere la spia di un problema vascolare . Ovvero può essere la prima manifestazione clinica che più tardi si manifesterà con eventi ischemici cardiaci o cerebrovascolari.
I meccanismi con cui l’omocisteina plasmatica provoca danni a livello vasale non sono ancora del tutto noti. L’omocisteina risulta essere altamente lesiva per l’endotelio fino a provocare trombosi. Il meccanismo attraverso il quale l’omocisteina porta alla formazione di trombi sembra essere legato all’attivazione del fattore V endoteliale, all’inibizione della proteina C e alla riduzione dell’attività dell’antitrombina III. Inoltre, sembra che l’omocisteina da una parte antagonizzi la sintesi e la funzione dell’ossido nitrico endoteliale, riducendo in tal modo l’azione vasodilatante ad esso legata, e, dall’altra, provochi la formazione dell’anione superossido (O2) con conseguente aggravamento dello stress ossidativo. Un possibile meccanismo attraverso il quale l’omocisteina favorisce l’aterosclerosi potrebbe essere quello legato alla proliferazione delle cellule muscolari lisce, che a sua volta determina un aumento dell’adesione endoteliale con un incremento della deposizione di lipoproteine a bassa densità (LDL) e formazione di cellule schiumose. Inoltre l’omocisteina sembrerebbe agire direttamente sull’attivazione piastrinica con un aumento sia dell’adesione che dell’aggregazione.

 

Che fare in caso di omocisteina alta?
Se non dipende da malattie genetiche o da altre patologie ma da una scarso apporto nutrizionale di ac folico e di Vit del gruppo B, occorre integrare con la dieta: non viene raccomandata l’assunzione di supplementi farmacologici se non in casi particolari (gravidanza, menopausa, stress prolungato).

  • Modificare gli stili di vita scorretti (astensione fumo, alcool, aumento attività fisica)
  • Dieta: le Vit B si trovano nei vegetali verdi, ne contengono grandi quantità broccoli, carciofi, invidia, soia, germe di grano, lievito di birra, spinaci, rucola, fave, lenticchie; minori quantità nel cavolo verde, finocchio, lattuga, zucchine, piselli freschi, noci, pinoli, arachidi. Inoltre si consiglia assunzione di carni, fegato, pesce, formaggi stagionati, cereali integrali, molluschi, uova.

La cottura, la conservazione danneggiano l’acido folico.

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